Le aree protette della Basilicata (Parte 2)

Punto di forza della Basilicata è sicuramente il suo variegato paesaggio, oltre ad aree protette, distese di prati e campi assolati, suggestivi calanchi e immense dighe, la Basilicata ha due parchi nazionali, il versante lucano del Parco del Pollino e il Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, e tre parchi regionali, il Parco Naturale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano e il Parco del Vulture. Questi paesaggi unici fanno della Basilicata una regione adatta a tutti, quindi che aspettate a visitarla!

Parco Regionale di Gallipoli-Cognato e delle Piccole Dolomiti lucane

Il Parco di Gallipoli-Cognato e delle Piccole Dolomiti lucane, istituito nel 1997, si estende a cavallo delle province di Matera e Potenza per circa 27.000 ettari e rappresenta un territorio tipico della media e bassa montagna.

Il Parco racchiude e protegge un’ampia area situata al centro del territorio della Basilicata che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici. Ricca è la presenza dei corsi d’acqua sotto forma di torrenti e sorgenti, di carattere stagionale. Il Parco è un prezioso scrigno della biodiversità in Italia per la ricchezza di specie a volte uniche sia per quanto riguarda la flora che la fauna.

L’elemento di maggior interesse che caratterizza il Parco è la Foresta di Gallipoli Cognato che si estende per oltre 4.200 ettari, un’ampia macchia verde costituita da variegate specie arboree e arbustive tra le quali vi sono cerri ad alto fusto, che in zone più elevate raggiungono dimensioni enormi. Assieme al Bosco comunale di Montepiano tra Accettura e Pietrapertosa, formato da maestosi e secolari esemplari di cerro, costituiscono l’area verde più importante del parco.

Il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano

Il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, detto più semplicemente Parco della Murgia Materana, è situato nella parte orientale della Basilicata al confine con la Puglia e si estende per una superficie di circa 8000 ettari nel territorio di Matera e Montescaglioso ed occupa buona parte dell’altopiano murgico lucano. Fu istituito con Legge Regionale n.11 del 3 aprile del 1990 con l’obiettivo di tutelare il comprensorio della Murgia Materana, un ambiente particolarmente suggestivo solcato dalle gravine di Matera, di Picciano e del fiume Bradano. Il comprensorio del Parco è inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme ai Sassi di Matera.

Principali elementi del parco sono costituiti dalla gravine, impressionanti gole scavate nella roccia calcarea delle Murge e le pseudosteppe mediterranee, vaste estensioni di graminacee risultato di secoli di disboscamento, pascolo ed incendi. Nonostante l’aspetto brullo ed apparentemente arido, il parco conserva lembi residui dei boschi di querce che una volta lo ricoprivano, in particolare boschetti di Roverella e soprattutto del Fragno, una rara quercia originaria dei Balcani e presente in Basilicata solo in quest’area protetta e poi il Leccio che vegeta nei valloni e e nelle lame più fresche assieme al Carpino orientale e all’Acero minore.

Il Parco Naturale Regionale del Vulture

Il Parco Naturale Regionale del Vulture
Il Parco Naturale Regionale del Vulture

Il Parco del Vulture è un’area naturale protetta della Basilicata che si estende alle pendici del Monte Vulture, antico vulcano ormai spento, per 57.496 ettari e che comprende i comuni di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte e San Fele, tutti appartenenti alla Provincia di Potenza. A rendere unica quest’area è la sua ricchissima biodiversità, dovuta alla varietà dell’ecosistema e ai differenti climi delle quote altimetriche, concentrata in un territorio ristretto. Da qui deriva la sorprendente diversificazione del paesaggio, caratterizzato da un’alternanza di montagne e colline, prati in fiore e fiumi, laghi e fitti boschi.